22 Luglio 2007

Riflessioni ^3

La contraddizione è alla base della spinta umana. Se fossimo perfetti non cercheremmo, non combatteremmo, non sbatteremmo la testa istericamente contro i muri della nostra esistenza. Ecco perchè quindi la felicità non è un qualcosa di raggiungibile, è al massimo un leggero stato d'animo, condizionato da sottili e per lo più invisibili equilibri.
L'uomo non è perfetto, e forse dovremmo ringraziare che sia così. La perfezione è la risposta ad ogni domanda, ma è anche di una noia mortale. Chi vorrebbe vivere in un tempo in cui tutto è già stabilito, scoperto, misurato fino all'ultima sottounità del micron? Di certo, non io. Quindi, si lotta. Fino alla fine. Con la consapevolezza che i nostri sforzi si scioglieranno come neve d'estate, ma che forse se ci impegniamo, qualcosa, qualche briciola, di noi rimarrà. E' l'utopia di Foscolo, e di molti altri: sconfiggere la morte grazie alla memoria. Ma anche quest'ultima non è eterna. Verrà un giorno in cui la Terra scomparirà tra i vortici dell'Universo, e senza più nessuno ad attizzarne la fiamma, la memoria avvizzirà.
Concludendo, la vita è una lotta impossibile a vincersi. Ed è un bene che sia così.
Siamo come scrittori, alla ricerca continua della nobiltà dell'arte.

Ditemi, io che di mestiere scrivo,

io che invento mondi nella mia mente,

cosa mai ne saprò

di ciò che accade realmente?

La finzione è un caldo rifugio,

addio al mondo, addio alla gente,

io vivo in ciò che penso,

io rimango distaccato dal presente.

 

Ma solo una cosa mi tormenta,

solo un particolare mi assilla!

Quello che io scrivo,

è la massima aspirazione

di ogni essere vivente,

è il sogno degli antichi

e la gloria del presente?

E’ arte, o il successo, la fama,

provengono dal consenso della gente?

 

Inseguirò la chimera,

sfiorando la coda della cometa,

levriero in corsa frenetica

dietro finti fantocci;

per sempre girerò

intorno ad un punto

senza mai toccarlo,

cerchio intorno al nulla,

cerchio con al centro il tutto,

e se alla fine lo raggiungerò,

non sarà un lutto?

 Cosa cercherò poi?



 
21 Luglio 2007

Riflessioni ^2

Avrei voluto scrivere un altro post, ma per ora mi mancano le conoscenze tecniche.
Quindi, dovrete accontentarvi della continuazione del post precedente.
Scavando in profondità nell'animo umano, si scopre come ogni uomo basi la propria esistenza sulla contraddizione. L'Uomo è abbastanza evoluto da comprendere i concetti di eternità, così come quelli di morte o fine, e, proprio per questo, non può fare a meno di struggersi. La vita è soltanto una goccia nel mare del tempo, e la cosa peggiore è che ne siamo consapevoli. Come possono coesistere felicità e consapevolezza?La risposta è che non possono. Per cui ogni essere umano passa il 99% della propria esistenza col pensiero inconscio che essa sia bene o male eterna. Salvo poi scoprirci inermi di fronte all'abisso, come un ultimo rapido fotogramma di terrore prima dell'ignoto. Ecco perchè invidio sempre di più il riccio. Il livello di consapevolezza di un riccio è nullo. Anche l'esistenza di un riccio si basa sulla contraddizione, ma egli non ne è consapevole. Quindi vive "felice", anche se sicuramente nn è neanche abbastanza consapevole da rendersene conto.
La cosa più frustrante, infine, è che la contraddizione non è risolvibile. Se ogni essere umano dovesse vivere in eterno, scomparirebbe la selezione naturale, l'evoluzione e ammorberemmo il mondo in maniera assai più consistente di quanto non stiamo già facendo ora. Sicuramente, poi, a lungo andare, impazziremmo tutti. Non siamo stati fatti per duellare con l'infinito. O comunque, non ci siamo ancora preparati(è difficile sapere realmente cosa un uomo possa fare e cosa no).
Analizzando la situazione, a me pare di cogliere una spietata ironia. Se è vero che esite un Dio, costui è vero che non gioca a dadi, ma ha sicuramente un pessimo senso dello humor. Sempre che possa capire queste riflessioni. Sempre che gliene importi qualcosa.

 

DIO

 

In letargo vicino al sole,

osservo gli uomini

uccidere nel mio nome.

Non so se esisto veramente

O se sono presente

Solo nella mente del credente;

ma sicuramente sono millenni

che sto qui a non far niente.

 
02 Luglio 2007

Riflessioni di un noioso pomeriggio preesame

la massima di oggi è: ma non potevo nascere stupido?qualcuno obietterà che magari lo sono già...allora facciamo più stupido.
direi, stupido come un riccio. Mi sarei acquattato nelle acque più profonde e meno invase da malsani bipedi il cui intento è pescarmi. Avrei passato un'esistenza pacifica ancorato sopra uno sperone di roccia, indifferente a quello che mi circondava. Tanto, chissenefrega, provino pure ad avvicinarsi, io ho gli aculei(e fan male, esperienza personale -_-). La mia vita sarebbe trascorsa tranquilla, sedimentando, mangiando e trombando(come un riccio, appunto). Invece, qualche forza dall'oscura ironia, mi ha dotato di un cervello, che mi eleva sopra ogni altra forma di vita esistente su questo pianeta(a parte i miei simili, ovviamente, anche se non tutti), ma che pesa. Oh sì se pesa. Un cervello ti fa pensare(di solito sono pensieri catastrofici), ti fa avere ambizioni(puntualmente frustrate), ti fa avere idee(puntualmente smentite), ti fa provare sentimenti(puntualmente oppressi), ti fa provare emozioni(di solito noia, dolore o torpore). Se fossi un riccio, sarei felice per quello che sono. Per mangiare. Per stare appollaiato sulla roccia. Per condurre con calma la mia esistenza(senza chiedermi cosa ci sia dopo, magari un Dio riccio, o un Poseidone collerico).
Credete a me. Più si è stupidi più si è felici.
 
30 Giugno 2007

Dopo lunga(?) assenza...

vi informo gentilmente che nulla è cambiato.
Mi dispero ancora su rovine di illusioni.

A coloro(pochi)a cui questo possa importare.


Mi è parso di scorgere il calore

Del sole

Nei tuoi occhi luminosi;

 

Mi è parso di scorgere la luna

Nella bianchezza candida

Del tuo sorriso.

 

Ma è l’impressione del sogno,

è il discontinuo crepitare del fuoco.

 

E mi sveglio in un’ alba aliena,

dove persino

la luce

è

fredda.

 
26 Maggio 2007

Goodbye, Blue Skies

Si sentì come un pugile che stanco ferito affannato ricerca rifugio nell'angolo più lontano del suo ring, conscio che quello che ha di fronte non è un avversario normale, non lo puoi battere con il solito gancio ben calibrato, non puoi evitare i suoi colpi con movimenti lesti e ormai automatici. Il respiro faticoso, e quella voglia di dormire, di stendersi e riposare, e alla fine...semplicemente dimenticare. E lo sperare di risvegliarsi in qualcosa di meglio, di rivedere quei bei cieli azzurri che una volta poteva ammirare con grandi occhi sognanti.
La sua vita era ormai ridotta a linee e curve, incalzanti nella sua mente, e per ogni curva, e per ogni linea, una giustificazione, e per ogni giustificazione un'idea. Prima le idee gli venivano così, semplicemente, prima, quando guardava in su aveva il tempo di pensare, aveva il tempo di decidere, e il tempo di vivere. Ora viveva solo di idee artificiali, e si ricordò che le idee nutrono solo la mente, ma non il cuore, e neanche lo stomaco, e di nuovo ritornò a essere quel pugile, a menare fendenti contro quell'avversario evanescente, consapevole di non poter desiderare nè una pausa nè la fine, perchè in entrambi i casi la morte l'avrebbe colto lesta, poichè l'avversario era la vita stessa.
L'unica cosa che riusciva a pensare era che sarebbe stato davvero bello poter rivedere quei cieli, quei cieli a cui aveva detto addio senza saperlo, ma che ricordava così bene, e all'improvviso desiderò non dimenticarseli mai, perchè se se li fosse dimenticati sarebbe morta anche la sua speranza, come una leggera candela tremula al vento d'inverno.

Se non avete capito, non importa. Sappiate comunque ricercare sempre la vostra felicità, e quando, come a me ora, essa appare così lontana da avere i contorni sfumati di un corpo lontano nella nebbia, allora ritornate ai vostri cieli azzurri per cercare conforto e la forza di andare sempre avanti. La vita è una battaglia, sappiatela combattere serenamente, altrimenti sarà solo una disfatta.
 
22 Maggio 2007

Cosa fare se...

...la ragazza più bella del tuo corso, per cui forse inizi anke a provare qualcosa ti butta lì una frase all'apparenza innocente del tipo: e se uscissimo una di queste sere, e se poi tu provando a sentirla lei nn ti rispondesse nè ai messaggi nè agli squilli, e se poi lei una sera ti chiamasse e ti tenesse una mezz'ora al telefono, parlando del più e del meno, assumendo anche dolci tonalità nella voce, e se poi il giorno dopo ti sembra distante e assente, distaccata dal presente, e se da quel giorno, 4 giorni fa, tu non l'avessi più vista?
Decisamente, quando capirò il sesso opposto sarò ormai nella tomba.
Però, altrimenti, che gusto ci sarebbe?
 
01 Maggio 2007

...Di ritorno dalla Terra dei Nuraghe e del Pecorino.

Devo dire che più che la Sardegna sembrava l'Irlanda, o la Scozia. Tralasciando il solito fascino che mi assilla da quando ero piccolo, fatto di rocce sporgenti, di pendii arditi e di affacci improvvisi sul mare dai colori più incredibili che abbia mai visto (neanche in Messico si trovano così), la mia memoria strideva in modo imbarazzante con quello che vedevo.
Alla terra bruciata dal sole si sta sostituendo una verde e rigogliosa prateria, per la felicità di tutte le pecore che ci sguazzano con sommo gaudio e contentezza. Al posto delle calde giornate di sole, un tempo grigio e freddo, e un temporale che è durato per una notte intera. Tra l'altro oltre a fare freddo era anche pieno di zanzare, che hanno banchettato allegre sul mio corpo, facendomi restare sveglio per tutta la notte (sto per addormentarmi.....zzzzzzzzzzzz nell'orecchio!!MALEDETTEEEEE!).
Al mondo non c'è più religione!
Io rivoglio la mia terra brulla, la mia erba bruciata, i miei campi infuocati, quel senso di giallo e di sole, quei profumi allucinanti che si trovano solo lì...Vabbè che sicuramente i Sardi vivono meglio così, eh...Però...

 
26 Aprile 2007

Estate = Sardegna

...Perchè nei lontani ricordi di bambino, nelle emozioni dell'adolescenza, nei primi contorni della vita matura, solo una terra brulla e aspra che si apriva a sorpesa sul mare più bello e più blu si fondeva per me con l'estate.

Eri nei giochi stupendi e nei più vecchi ricordi,

e ti ho rincorso dove il mare inseguiva la sabbia.

Ti ho incontrata sotto le fronde che il vento muoveva dolcemente,

Mentre il tempo sembrava non passare e l’inverno non arrivare,

sotto il tuo caldo e dolce dominio.

Eri una candida bambina, eri estate.

 

Nuotavo e passeggiavo, amavo e odiavo,

osservavo tutto con stupore e meraviglia

e ogni scoperta valeva oro e smeraldi,

il mondo era una storia bellissima

e una mia fantasia.

Ricerca i galeoni affondati, ricerca i tesori di mille pirati!
Insegui la vita e non lasciarla scappare,

perché ha le gambe veloci e sa come sfuggire

per non ritornare!


Arrivo, Sardegna!

 
18 Aprile 2007

PinkFloydeggiando



We're just two lost souls swimming in a fish bowl, year after year
running over the same old ground, what have we found?
the same old fears.
I wish you were here.

In ognuno di noi sono presenti due anime. Mentre una fuori sta tranquilla e mite, l'altra dentro brucia. Per quanto doloroso, per quanto diverse, sono la stessa persona, che viene sbattuta agli estremi opposti della sua identità, navigando senza meta in una vasca di pesci. Ma liberarsi di una sarebbe insopportabile: non si scinde un'unità, non si può staccare chirurgicamente un pezzo dall'altro. Per cui in ogni caso, vorrei che tu fossi qui, anche se so che siamo diversi, anche se so che forse senza di te sarebbe meglio, ma comunque vorrei che tu fossi qui. E' il dilemma di ogni anima umana, è il dilemma di due persone.

 
04 Aprile 2007

Frank Owen Gehry, creatore di sogni(?)

E' uscito o sta uscendo, cosa a me ignota, un film che parla di questo illustre architetto. Come avrete già potuto intuire, nn ho ancora visto il film, ma è mia intenzione farlo, perchè, oltre al fatto che mi interessa per ciò che studio, al contempo vorrei saperne di più su una figura per me ancora estremamente complicata e misteriosa.
Per chi non sapesse di cosa stia parlando, bisogna fare una premessa. Gehry è un architetto noto in ogni angolo di questa sfera che noi chiamiamo mondo, illustre esponente di una corrente che viene chiamata Decostruttivismo. Come dice il nome, si tratta di un movimento abbastanza recente, sicuramente una delle ultime tendenze in atto, il cui linguaggio si basa sulla rappresentazione della mancanza di valori del mondo odierno e del suo continuo e irrefrenabile movimento, della sua mancanza di punti riferimento, di un centro comune a tutti, sull'impossibilità di comprensione e sull'ansia derivata da tutto ciò. Questo si traduce in forme complesse, in spazi che si intersecano formando geometrie che sfuggono ad una comprensione lineare, in strutture che sono frutto dell'uso di programmi incredibili, come quello che la NASA usava per progettare gli shuttle. 
Una delle opere principali di Gehry è senz'altro il Guggenheim di Bilbao:





Fin da quando ho iniziato ad interessarmi di Architettura, e ho studiato per la prima volta questa opera, mi sono chiesto cosa mai si potesse dire su di essa. E' fantastica, si estende ai limiti della ragione e anche ben oltre, è un groviglio di volumi, di intersezioni, di giochi di luce e di ombre, è quanto di più complesso l'uomo abbia mai realizzato in Architettura. Ma, al contempo, mi sono chiesto: come è controllabile una struttura del genere?quali motivi ci sono alla base della sua forma, della sua risoluzione formale, qual è il suo rapporto con ciò che la circonda?La risposta è praticamente solo una:è un'astronave, un oggetto unico che deve solamente alla sua bellezza contorta e irraggiungibile il suo motivo d'essere. E' quindi puro narcisismo, la possibilità di dire: noi possiamo farlo!; la voglia di estendersi al di là dei limiti fino ad allora raggiunti unicamente per il gusto e la possibilità di farlo?Ma così non si rompono le convenzioni, si lavora in esse, perchè gli strumenti che consentono la realizzazione di un edificio del genere sono un'evoluzione naturale dei mezzi che si adoperavano 10, 20, 30 anni fa, e l'edificio trova una sua giustificazione unicamente nell'evoluzione di questi mezzi. Proverò a spiegarmi meglio.
Eisenman, collega esimio di Gehry e uno degli ultimi teorici nella storia dell'Architettura, fece un bel giorno uno schemino fantastico: divise il foglio in 2, e scrisse da una parte:"metodo meccanico" e sotto disegnò un grattacielo perfettamente dritto, un rettangolo verso il cielo, come la stragrande maggioranza dei grattacieli che si vedono in giro. Dall'altra parte del foglio, scrisse:"metodo informatico" e sotto vi disegnò un alto edificio contorto, forato, dalla forma impossibile e incredibilmente complessa. Si fa perchè ORA riusciamo a farlo. E' una giustificazione sufficiente, e, soprattutto, è l'unica giustificazione?
Gehry vuole veramente regalarci sogni; quando progetta lo fa in funzione di idee precise e ogni volta diverse, frutto di profonde riflessioni su forma e funzioni, oppure il suo obiettivo è semplicemente cercare di andare sempre oltre e oltre tanto che ora anche il cosiddetto "metodo informatico" è praticamente superato...? Su questa strada, cosa troveremo dopo, cosa mai ci potremo inventare?La storia, dalle avanguardie del primo Novecento in poi, ci insegna che BISOGNA per forza inventare, portare novità, rompere gli schemi, e quindi essere originali. Ma è davvero così?
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